Le Unione Territoriali Intercomunali delle Valli e Dolomiti Friulane (UTI), membri della Rete di comuni, collaborano al progetto “speciAlps”
Parco Regionale Dolomiti Friulane @Antonio Zambon

Le Unione Territoriali Intercomunali delle Valli e Dolomiti Friulane (UTI), membri della Rete di comuni, collaborano al progetto “speciAlps”

Il termine UTI è l´abbreviazione di Unione Territoriale Intercomunale e rappresenta un nuovo soggetto amministrative, fondato nel 2014. I Comuni che costituiscono le Unioni Territoriali Intercomunali delle Valli e Dolomiti Friulane (U.T.I.) sono 20. Si tratta dell’Unione Territoriale più grande d’Italia che rappresenta con i suoi 34.000 abitanti, un territorio alpino di grande interesse naturale, ambientale ed economico del Friuli Venezia Giulia in Provincia di Pordenone. Al suo interno il “Parco Regionale delle Dolomiti Friulane” che ha sede a Cimolais, è uno dei 9 sistemi dolomitici che, assieme, hanno ottenuto il riconoscimento dell’UNESCO quale patrimonio dell’Umanità.

L’U.T.I., che aderisce all’Alleanza nelle Alpi, partecipa attivamente al progetto “speciAlps”. Un gruppo di lavoro ha scelto di valorizzare il paesaggio in tre Comuni esterni all’area Parco proprio per la valenza estesa di innumerevoli patrimoni ambientali e culturali presenti sul suo territorio. La torbiera di San Zenone in Comune di Sequals, i Magredi (un ecosistema originale, steppico e unico nel contesto europeo) in Comune di Vivaro e la Foresta del “Prescudin” in Comune di Barcis quale bacino idrografico sperimentale e di osservazione ambientale.

Un gruppo di lavoro si è formato e fra i componenti c’è una rappresentanza dell’Ecomuseo “Lis Aganis” presente in tutti i Comuni dell’Unione Territoriale. Lis Aganis, in friulano, sono figure femminili mitiche che abitano attorno ai corsi d’acqua e nelle grotte, hanno sempre mantenuto un rapporto ambiguo e ambivalente con gli esseri umani. Con nomi e caratteristiche diverse, popolano il mondo leggendario di molti paesi dell’arco alpino.

Nel progetto “speciAlps“ l’Ecomuseo è parte importante del gruppo di lavoro ed è rappresentato da Chiara Aviani . Si avrà così modo di ampliare e valorizzare le attività che già con grande interesse si stanno sviluppando con le scuole. Chiara ci dice che “tutte le scuole del territorio sono socie dell’Ecomuseo e si sono già fatti incontri su varie tematiche. Si è collaborato con le Stazioni Forestali e sono previste nuove collaborazioni con le associazioni del territorio”.

Chiara ricorda come i bambini possano diventare a loro volta guide. ”Sarebbe interessante, aggiunge, sperimentare con SpeciAlps, la figura del “Bambino Guida”. I bambini, attraverso un laboratorio a scuola, produrranno delle tabelle di segnalazione dei percorsi didattici. L’acqua sarà l’unione dei tre luoghi individuati per il progetto : dove sorge copiosa (Prescudin), dove ce n’è poca (nei Magredi) e dove stagna (nella Torbiera).

Obiettivo: la ricchezza dei saperi e delle tradizioni vanno essere preservate e tramandate alle generazioni future.